Tre salti d'acqua
La Cascata si sviluppa attraverso tre grandi salti per un dislivello complessivo di 162 metri.
Uno scenario imponente che ha affascinato viaggiatori e artisti nel corso dei secoli.
Con i suoi tre salti e un dislivello complessivo di 162 metri, la Cascata delle Marmore offre uno scenario grandioso e indimenticabile. È stata una delle mete preferite dai viaggiatori del Grand Tour e artisti di epoche diverse ne hanno celebrato la bellezza. Tra questi viene ricordato anche Lord Byron, che le dedicò una celebre ode.
La Cascata è una grande opera idraulica artificiale iniziata in epoca romana. Le acque del fiume Velino furono convogliate nel Nera attraverso un sistema di canali, mentre una rete di sentieri conduce ai diversi punti panoramici.
Tre elementi principali riassumono la descrizione storica della Cascata.
La Cascata si sviluppa attraverso tre grandi salti per un dislivello complessivo di 162 metri.
La prima grande opera risale al 271 a.C., quando il console Curio Dentato fece scavare il cavo Curiano.
Una rete di sentieri naturalistici permette di raggiungere diversi punti di osservazione della Cascata.
Dal primo intervento romano alle trasformazioni che hanno definito l’aspetto e l’utilizzo moderno della Cascata delle Marmore.
L’intervento del console romano Curio Dentato nel 271 a.C.
La creazione della Cascata delle Marmore avvenne per opera del console romano Curio Dentato, con lo scopo di bonificare la piana di Rieti e liberare la valle Reatina dall'impaludamento causato dal fiume Velino.
Curio Dentato fece scavare nella roccia un canale chiamato cavo Curiano, facendo precipitare le acque del Velino nel sottostante fiume Nera. L'intervento aveva lo scopo di rendere coltivabili e abitabili nuove terre, irrigare i campi e garantire acqua alle popolazioni.
Il cavo Curiano non riusciva tuttavia a contenere completamente le piene del Velino. La Cascata ridusse il problema dell'impaludamento nella piana Reatina, ma ne provocò altri nei territori situati più a valle.
I contrasti tra Terni e Rieti e la costruzione di un nuovo canale.
Nel 1385 i Ternani bloccarono il progetto dei Reatini di costruire un canale alternativo al cavo Curiano. Temevano infatti che un'eccessiva immissione delle acque del Velino nel Nera potesse provocare l'inondazione delle loro terre.
Il progetto venne successivamente ripreso e completato nel 1422 dall'architetto Fioravanti, su commissione di Braccio Fortebraccio di Montone. Il nuovo canale parallelo prese il nome di cavo Reatino.
L'intervento di Giovanni Fontana inaugurato nel 1601.
Dopo diversi tentativi, papa Clemente VIII incaricò l'architetto Giovanni Fontana di risolvere il problema dell'impaludamento della piana Reatina, riprendendo la soluzione già adottata dai Romani.
L'antico cavo Curiano venne allargato, il fondo fu abbassato e la pendenza aumentata per rendere più rapido il deflusso delle acque. Fu inoltre costruito un ponte regolatore per controllare il passaggio dell'acqua e limitare le piene nella valle del Nera.
Il nuovo canale, inaugurato nel 1601, prese il nome di cavo Clementino. L'intervento contribuì alla divisione del lago Velino in più bacini autonomi, tra cui i laghi di Ventina, Canale, Cor della Stella e Piediluco.
Immagini della Cascata e un video per ammirare la forza dell'acqua e il paesaggio della valle.
Dal progetto di Andrea Vinci all'utilizzo energetico delle acque.
Nel 1787 il progetto dell'architetto Andrea Vinci, approvato da papa Pio VI, introdusse un taglio diagonale sul secondo balzo e contribuì a dare alla Cascata il suo aspetto attuale.
Dal 1861 la Cascata iniziò a essere considerata non soltanto come uno strumento di bonifica e regolazione del sistema idrico, ma anche per le sue possibilità energetiche legate allo sviluppo industriale di Terni.
Tra il 1873 e il 1879 il Comune promosse la costruzione del canale Nerino. Successivamente la forza motrice delle acque contribuì al funzionamento della Fabbrica d'Armi e della Società degli Alti Forni, Fonderie e Acciaierie di Terni.
Un’escursione alla scoperta di uno dei paesaggi più suggestivi dell’Umbria.
Soggiornando al B&B Il Terrazzo a Orvieto, puoi raggiungere la Cascata delle Marmore in circa un’ora di auto. Il percorso attraversa il paesaggio umbro e la zona del Lago di Corbara, offrendo la possibilità di abbinare la visita di Orvieto a un’escursione verso Terni e la Valnerina.
Prima della partenza è consigliabile controllare il percorso stradale, gli orari di apertura dell’acqua e le modalità di accesso al parco della Cascata.
Biglietti, orari di rilascio dell’acqua e parcheggi.
Per visitare il Parco della Cascata delle Marmore è necessario acquistare il biglietto d’ingresso. I biglietti possono essere acquistati online oppure presso le biglietterie del parco. L’acquisto online permette di accedere evitando la coda alla biglietteria.
Consulta prezzi e acquista i biglietti sul sito ufficiale
Gli orari di apertura del parco e gli orari di rilascio dell’acqua cambiano durante l’anno. Prima della visita è importante controllare il calendario aggiornato, perché il flusso massimo della Cascata è visibile soltanto nelle fasce previste.
Controlla gli orari ufficiali di apertura e rilascio dell’acqua
Sono disponibili diverse aree di parcheggio in prossimità degli accessi al parco. La scelta dipende dal punto di ingresso, dal Belvedere che si desidera raggiungere e dall’eventuale disponibilità del servizio navetta.
Il B&B Il Terrazzo è un punto di partenza per conoscere Orvieto e programmare escursioni verso le località dell'Umbria.